giovedì 6 marzo 2014

Le malattie sessualmente trasmissibili

Le malattie sessualmente trasmissibili.
Le malattie sessualmente trasmissibili, come dice il nome, sono le malattie che si diffondono o trasmettono attraverso rapporti sessuali. Possono essere identificate anche con l’acronimo MST oppure come malattie veneree. Sono malattie virali o batteriche che si possono trasmettere attraverso l'attività sessuale, alcune anche per altre vie.
Sono malattie a trasmissione sessuale: la sifilide, la gonorrea, il linfogranuloma venereo e l'ulcera molle. Sono trasmissibili sessualmente, ma anche in altro modo: le uretriti aspecifiche, l'herpes genitalis, i condilomi, la scabbia, la pediculosi, infezioni delle vie genitali da Candida e Trichomonas, l'epatite virale e l'AIDS.
In larga parte queste malattie sono curabili, però possono essere contratte già con il primo rapporto sessuale; in tali casi bisogna fare una diagnosi tempestiva, evitando conseguenze peggiori. Le uniche malattie per le quali la guarigione è in dubbio ed a maggior rischio di evoluzione sono quelle a trasmissione virale. Tra queste, l'AIDS. L’unico modo per “schivarla”, è prevenirla, utilizzando preservativi durante il rapporto sessuale.
L’AIDS è una malattia causata dal virus dell’HIV e comporta delle disfunzioni nel sistema immunitario. L'infezione si contrae per contatto diretto tra piccole lesioni della cute o delle mucose con sangue, sperma o secrezioni vaginali infette, per trasfusione di sangue o trapianto di organi infetti, per via placentare oppure, al momento del parto o durante l'allattamento, per contagio da una madre infetta al neonato. L'infezione può non portare gravi danni (stato di sieropositività) oppure può portare, in casi estremi, alla morte. Attualmente l’unico “vaccino” per questa malattia è la prevenzione, evitando rapporti sessuali non protetti sia etero che omosessuali, sia anali che vaginali o orali, con partner occasionali o con partner sospetti. Se si è incerti riguardo a un rapporto sessuale non protetto, si può fare il test di sieropositività, questo test si divide in tre fasi, una a distanza di un mese dal rapporto, uno a tre mesi e uno a sei, solo a questo punto si può decretare se si è negativi.

Nessun commento:

Posta un commento