lunedì 27 gennaio 2014

La trasmissione dell'impulso nervoso



La trasmissione dell’impulso nervoso
La natura elettrica dell’impulso nervoso si muove in senso unico: entra dal  dendrite ed esce dall’assone. La velocità di questo processo varia di molto a seconda della lunghezza del diametro e dalla presenza o meno di guaina mielinica. La differenza di  potenziale elettrico garantisce la trasmissione dell’impulso nel neurone. Questa differenza di potenziale di verifica a causa della diversa concentrazione di ioni sodio (maggiori nella cellula) e potassio (maggiori nel liquido extracellulare).

L’equilibrio di questa situazione si verifica grazie allo spostamento ,dal liquido esterno alla cellula alla cellula, o viceversa, degli ioni contro il loro gradiente di concentrazione. I -70 mV sono la differenza di carica tra esterno ed interno, viene anche chiamata potenziale di membrana e rappresenta il potenziale a riposo del neurone.
Mentre un impulso arriva nel primo tratto dell’assone l’equilibrio tra gli ioni viene alterato; gli ioni Na+ raggiungono il citoplasma in grandi quantità modificando lo strato elettrico interno fino al valore di +30 mV (potenziale d’azione)
Questa operazione impiega pochissime frazioni di secondo per svolgersi, ed è una catena: subito dopo la prima viene modificato lo strato elettrico della seconda zona dell’assone, così via fino alla fine del filamento.

I bottoni sinaptici sono le parti finali dell’assone. Prendono il nome dalle sinapsi: strutture che consentono la trasmissione di un impulso nervoso tra due neuroni, grazie all’aiuto di messaggeri di tipo chimico.
All’interno dei bottoni sinaptici si trovano vescicole che contengono neurotrasmettitori. Quando queste si fondono con la membrana vengono rilasciate nello spazio di un neurone e l’altro queste sostanze (neurotrasmettitori).
L’ingresso del neurotrasmettitore all’interno del neurone riceventi è permesso grazie a dei specifici recettori complementari ai neurotrasmettitori. Con l’ingresso di queste sostanze nel neurone si verifica un nuovo potenziale d’azione.
Completato il suo compito il neurotrasmettitore viene espulso grazie a particolari enzimi oppure riassorbito dalla membrana del neurone per un riutilizzo futuro.
 Il nodo di Ranvier è l’unico piccolo spazio in cui si possono verificare passaggi di ioni tra le fibre nervose.

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