L’aborto
L’ammissibilità dell’aborto
dipende soprattutto da convinzioni etiche, orientamenti religiosi o nel modo in
cui la cultura si pone davanti a concetti come la vita. A partire dagli ultimi
decenni del 20esimo secolo l’aborto è uno “strumento” utilizzato in diverse
parti del mondo.
Le motivazioni per le quali si ricorre a questa “soluzione”
sono principalmente la malformazione del feto, giovane età, casi di salute
della madre o la violenza carnale subita da essa. Queste motivazioni sono
soprattutto accettate nella maggior parte dei Paesi, invece, in altri, anche
solo la differenza di una caratteristica del feto rispetto alla volontà di come
dovrebbe essere dei genitori, come in molti casi il sesso, può portare all’aborto.
In Italia per esempio, l’IGV, ossia, l’interruzione volontaria di gravidanza,
può essere richiesta fino alla 12esima settimana, ma in altri stati, come l’Inghilterra,
per esempio, lo si può ottenere anche fino alla 24esima settimana di
gravidanza.
Secondo me l’aborto, anche se ne
sono quasi completamente contro, a parte questi aspetti, può essere chiesto
solamente da ragazzine minorenni, le quali non sono magari pronte per avere un
figlio a queste giovani età; per degli “errori” che vengono commessi, oppure
per malformazioni del feto. Invece, quando una ragazza è maggiorenne, si
suppone sia più responsabile, perché con la maggiore età arrivano anche nuove e
grandi responsabilità, e con queste deve esserci anche una sua maggiore
attenzione rispetto a queste cose. L’unico caso che, secondo me, può “passare”
anche questa soglia dei 18 anni sono le
malformazioni del feto, soprattutto se gravi.
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